domenica 30 ottobre 2011

Biscotti al Caffè & Cioccolato Bianco

Non si può che iniziare una buona domenica con una buona ricetta! :)
 Questi piccoli e raffinati biscottini li ho preparati in vista di una delle tante serate in cui, io & Gabriele, siamo invitati dalla nostra cara cugina (ormai per me e lui "Gina"!) e sapendo di non essere i soli invitati allora ho pensato di sfornare due teglie!
Inizialmente pensavo dentro di me "ma non saranno troppi?!" e invece... una cinquantina di questi petit gourmet non sono bastati.
Ne avrei preparati ancora se solo ce ne fosse stato il tempo.. mentre li preparavo c'era un profumo di aroma di caffé nella cucina.. e più sentivo il profumo e più non riuscivo a smettere di impastare, e facendo ciò nella mia testa pensavo "quanto adoro cucinare!"


Ingredienti :
- 300 g di farina 00
- 100 g di zucchero (50 g zucch. di canna e 50 g zucch. semolato)
- 80 g di burro ammorbidito
- 1/2 bustina di lievito vanigliato
- una tazzina di caffè (zuccherato)
- 2 uova
- un pizzico di sale
-  100 g di cioccolato bianco



Tempi di preparazione : 40 minuti
Tempi di cottura : 10 min. a 180°C
Difficoltà: 3


Procedimento:
1. Munirsi di una spianatoia e su di essa formare una fontanella con farina, lievito e  un pizzico di sale
2. Aggiungere i due zuccheri
3. al centro rompere le due uova e aggiungere il burro ammorbidito
4. Cominciare a impastare e poi aggiungere il caffè (ovviamente facendolo raffreddare!)
5. Impastare per circa 10/ 15 minuti
6. Formare una palla e coprirla con la pellicola trasparente -> l'impasto deve riposare circa 30 minuti in frigo , ma se avete fretta mettetelo in freezer per circa 15 minuti 7. Una volta trascorso il tempo di riposo, tirare fuori l'impasto a forma di pasta e stenderlo con un mattarello. Cercare la forma che più ci piace (io ho scelto di fare dei biscottini a forma di rombi!)
8. Scaldare il forno a 180°C e infornare per circa 10 minuti
9. Una volta pronti attendere che si raffreddino e intanto preparare la glassa

Procedimento per la glassa: 
1. Far sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco precedentemente spettettato
2. Per decorare i biscottini io ho usato una siringa con il beccuccio stretto, ma ci sono vari modi per decorarli: per es. se volete fare le righine come ho fatto io potete benissimo munirvi di uno stuzzicadente, invece se volete guarnire i biscotti in modo più veloce basta pucciare metà biscotto nel cioccolato fuso
3. una volta guarniti adagiali su un piatto/ vassoio e metterli in frigo per circa 15/20 minuti e poi far asciugare per bene il cioccolato bianco a temperatura ambiente

E ora... gustateveli con gli occhi, perchè ieri sera i miei amici se li sono pappati tutti in pochi minuti ! :)  E per qualsiasi consiglio su ricette io sono sempre disponibile ! :) 

lunedì 24 ottobre 2011

Tortini Panna & Limone

Un altro lunedì è iniziato e con sé il solito tram tram settimanale. Però la cucina di "Baci di Dama" , o dovrei dire la cucina della Mamma di Baci di Dama, non si ferma, anzi la sottoscritta è piena di idee e anche se il tempo il più delle volte scarseggia, riesco sempre a trovare un piccolo spazio per dedicarmi a forno e fornelli.
Sabato scorso avevo voglia di preparare una torta, poichè ci aspettava una serata piena di divertimento tra amici e pizze; quindi non poteva non mancare il dolce!! :)
Fatto sta che non sono riuscita a fare la foto della torta per i miei carissimi amici, ma siccome era avanzato un po' di impasto, ho voluto lasciare un assaggino a casa e ho pensato di preparare dei tortini.

Risultato: F-A-V-O-L-O-S-I-! e se non ci credete provate a farli !! :)

Ingredienti : 
- 250 gr di farina 00
- 200 gr di zucchero (100 gr di zucch. semolato e 100gr di zucch. di canna)
- 3 uova
- un pizzico di sale
- 2 cucchiai di lievito per dolci
- 100 ml di panna fresca
- un limone piccolo
- 80 gr di burro ammorbidito

Tempo di preparazione: 15 minuti
Tempo di cottura: 30 minuti (180° C )
Difficoltà: 2

Preparazione: 
1. Frullare le uova con i due tipi di zuccheri fino a formare una crema giallina, e poi aggiungere il burro ammorbidito
2. Montare la panna e aggiungerla piano piano alla crema 
3. Grattuggiare la scorza del limone e aggiungerla al composto
4. Spremere il limone e aggiungere anche questo 
5.Aggiungere ai 250 gr di farina il lievito e un pizzico di sale
6. Setacciare bene la farina aggiungendola al composto 
7. Quando è ben amalgamato il tutto, prendere degli stampini per tortini (o se volete fare la torta uno stampo grande) e imburrarli e infarinarli bene in modo tale da non far appiccicare l'impasto della torta
8. Preriscaldare il forno a 180 ° C e infornate i tortini per circa 30 minuti.
9. una volta pronti spolverate con zucchero a velo.



I miei amici sabato sera hanno apprezzato tantissimo la torta panna & limone (soprattutto Tony che ad ogni morso mi guardava e diceva "buonissima!" ) e spero che anche voi apprezzerete.. farete un figurone!  :) :)

Nelly 

venerdì 21 ottobre 2011

EVVIVA LA PIZZA!! [Ricetta Immancabile! ]

Dopo la piccola storiella sulla pizza, non poteva mancare la ricetta!
Oltre ad adorare follemente questo piatto unico e inconfondibile, mi piace anche prepararlo. Fatto sta che più di una volta ho immerso le mani nel morbido impasto proprio come mi ha insegnato la mia mamma.

Qui di seguito non mostrerò la classica pizza margherita.. siccome un bel giorno la mia mamma ha detto: "Bene Noemi, so che sei in grado di fare la pizza.. Stupiscimi!" E così ho fatto.. ho sfornato pizze farcite in tre modi differenti.

Poichè non mi accontento di fare le cose semplici, ho provato qualche volta a fare la pizza con la pasta madre: il risultato è più o meno simile, a parte il fatto che la pizza con la pasta madre è più leggera.

Ingredienti : 
- 1 kg di farina 00
- 50 g di lievito di birra oppure 100 g di pasta madre
- olio extravergine d'oliva (circa 6 cucchiai)
- sale q.b.
- 600 ml d'acqua tiepida

Procedimento: 
1. Sciogliere il lievito o la pasta madre nell'acqua tiepida
2. Su una spianatoia versare la farina e aggiungere il sale
3. Poco per volta aggiungere l'acqua e l'olio e impastare
4. impastare fino ad avere una buona consistenza
5. Stendere un po' di impasto nelle apposite teglie  e coprirle con un canovaccio umido
6. Attendere che l'impasto sia lievitato (in genere dalle 5 alle 8 ore - maggiore è l'attesa, più morbido risulterà l'impasto!)
7. Passato il tempo necessario, direi che è ora di farcirle!

Ingredienti per il condimento:
- una bottiglia di passata di pomodoro
- olio extravergine d'oliva
- sale e origano q.b.
- 4 mozzarelle
- verdure (1 zucchina, 1 melanzana e 1 peperone)
- prosciutto cotto
- rucola
- wurstel di pollo

Procedimento: 
1. In una ciotola capiente ho mescolato la passata di pomodoro con olio, origano e sale, e ho versato qualche chiucchiaio sull'impasto, distribuendo bene il sughetto
2. Ho tagliato le mozzarelle a cubetti e l'ho distribuite sulle pizze
3. Ho tagliato a cubetti le verdure e le ho grigliate
4. Ho tagliato a rondelle i wurstel e spezzettato il prosciutto cotto
5. Una teglia l'ho condita con le verdure grigliate (la fine del mondo!) , un'altra con prosciutto e rucola (molto apprezzato dai miei genitori) e l'altra teglia l'ho condita con i wurstel (per la gioia delle mie sorelle!).
6. In forno a 240 ° C per circa 20-25 minuti, cambiando spesso la posizione delle teglie (una posta su ogni griglia e scambiarle di posto)

 Ebbene sì.. ho stupito la mamma.. e non solo!

Bene amici golosoni.. Vi auguro una buona serata e spero che la mia ricetta "Ve Gusta!" :D

martedì 18 ottobre 2011

La Storia Della Pizza

Una parola soltanto.. mille pensieri, mille idee, mille ricordi, e un profumo e un gusto inconfondibili che solo noi italiani possiamo vantare: PIZZA.


 Il termine “pizza” :
Le prime attestazioni scritte della parola "piazza" risalgono al latino volgare; precisamente, nel XVI secolo a Napoli ad un pane schiacciato venne dato il nome di pizza che deriva dalla storpiatura della parola "Pitta", ovvero dal greco “Pita” che stava a indicare il pane in generale.

Le origini:
Il pane è uno dei cibi preparati più antichi e le sue origini risalgono almeno al Neolitico. Nel corso della storia, sono stati aggiunti diversi ingredienti al pane, per conferirgli particolari sapori.
Migliaia di anni fa l'uomo diventò agricoltore e raccolse i chicchi di grano; quando ne aveva bisogno pestava questi chicchi e se ne nutriva. Scoprì anche che poteva impastare quel grano macinato il più finemente possibile con acqua, e arrostire quell'impasto, a forma di disco su pietre roventi. I primi che fecero questo aprirono la strada alla conquista del pane, delle schiacciate, delle pizze, e in seguito delle lasagne e degli spaghetti.

La novità del forno :
Quello che possiamo dire e' che pane, pizza, focacce e chi più ne ha più ne metta, sono insieme, all'origine nella stessa radice della nostra civiltà. Quelle schiacciate di pasta arrostite sulle pietre furono cotte, man mano anche in modo più comodo. Il grande passo successivo fu quando venne scoperto il principio della lievitazione, e fu inventato il primo forno. Questo avvenne circa seimila anni fa: in Egitto. In tutta la zona del vicino Oriente, dal Nilo all'Eufrate, la storia aveva camminato più in fretta che nelle terre circostanti.

La religiosità nell'impasto :
C'era stato chi aveva notato che l'impasto, per quello che genericamente era chiamato il pane, veniva a volte invaso da forze misteriose le quali lo facevano gonfiare e poi guastare. Alcuni consideravano impura quella pasta e la buttavano via, alcuni, invece pensarono di strumentalizzare il fenomeno: tutto era condizionato dalle concezioni religiose. Gli ebrei, per esempio, erano tra i più rigidi e rifiutavano sempre il pane lievitato e nei loro riti non era ammesso (ancora oggi, nella Messa cattolica, si usa l'ostia non lievitata come pane ). Gli egizi impararono, dunque, a utilizzare quella pasta, a cuocerla e a conservarne qualche pezzetto per trasmettere ad altra pasta la stessa forza di "crescita ". Gli egiziani inventarono il forno, di questo abbiamo informazione certa, che era a forma di cono. Solo in un secondo tempo venne l'idea di dividere in due il forno per mettere sotto il fuoco e sopra, per cuocere, le schiacciate di pasta e acqua lievitate.

Una rotonda prelibatezza:
La forma attuale della pizza risale all'inizio del XIX secolo, momento in cui il pomodoro divenne il protagonista di questo piatto, anche se molti altri tipi di farcitura vennero sperimentati a partire dalla fine del Settecento. A Napoli, le pizze erano preparate e vendute per la strada da pizzaioli ambulanti. I primi forni erano costruiti in mattoni, poi in pietra vulcanica, gli unici materiali che consentivano di raggiungere temperature indispensabili alla buona riuscita della pizza.

Nell' 800 comincia ad affermarsi l'abitudine di gustare la pizza anche presso questi forni oltre che per strada o in casa, segno del crescente favore che incontrava questa vivanda entrata ormai a pieno titolo nell'alimentazione del popolo napoletano: nasce la pizzeria nella forma che noi conosciamo e vanno definendosi anche le caratteristiche per così dire "fisiche" e "ambientali" della pizzeria quale noi la conosciamo.

Una morbida Margherita :
Nell'estate del 1889, il re Umberto I con la regina Margherita la trascorsero a Napoli, nella reggia di Capodimonte, come voleva una certa regola della monarchia, per fare atto di presenza nell'antico regno delle due Sicilie. La regina era incuriosita dalla pizza che non aveva mai mangiato e di cui forse aveva sentito parlare da qualche scrittore o artista ammesso a corte. Siccome la regina non poteva andare in pizzeria, la pizzeria andò da lei; utilizzando i forni delle cucine reali, gli furono preparate le pizze, una con sugna, che é una sorta di strutto, formaggio e basilico; una con aglio, olio e pomodoro, sia di una terza con mozzarella, pomodoro e basilico, cioè con i colori della bandiera italiana, che entusiasmò in particolare la regina Margherita.
Fu questa l'occasione per cui si chiamò questa pizza alla Margherita.
In seguito la storia si riseppe anche fuori Napoli, e la pizza alla Margherita si diffuse, furoreggiò un po' dovunque.

Questa é storia vera: solo che la pizza alla margherita o pizza margherita, come si incominciò a chiamarla, passava per una novità, una invenzione vera e propria, mentre si sa che esisteva già prima.



Con questa breve storiella sulla nostra buon amata pizza vorrei concludere con un pensiero, sicuramente concordato da tanti:

Non c'è niente di meglio che condividere la pizza con gli amici!”
Ed è proprio così! Da anni, il sabato sera o la domenica io, Gabriele e i nostri amici, ci ritroviamo per trascorrere la serata insieme davanti ad una pizza e se questo non accade, io e Gabry non rinunciamo mai comunque ad una cena, una volta alla settimana, davanti a una gustosa e colante pizza! :)
 

                                                                                       Nelly

martedì 11 ottobre 2011

La Dolce Storia del Cioccolato... 2° parte

Ed ecco qui di seguito la seconda parte de "La Dolce Storia del Cioccolato" !
Perdonatemi se ho prolungato di molto, ma sapete l'influenza che gira a causa di questo "non arrivato autunno" non ha evitato la sottoscritta! :(

Ma ora lasciamoci andare alle curiosità golose...! :)

La ricerca scientifica 
Si è dimostrato che il cioccolato è un prodotto complesso, capace di influire sulla nostra sensazione di benessere.
Un ricercatore del Michigan  ha constatato che il cioccolato può stimolare la produzione di oppioidi, sostanze chimiche in grado di provocare un leggera sensazione di euforia; inoltre ha confermato che stimola il cervello a produrre oppiacei naturali che riducono il dolore esaltando così la sensazione di benessere. 


La ricerca psicologica
Alcune ricerche scoprirono che il cioccolato scatena attrattive psicologiche.
Al giorno d'oggi la smania di cioccolato ha creato il neologismo "chocoholic", ovvero "cioccolista", riferito a coloro che non possono fare a meno di un pezzetto di cioccolato durante il giorno.


Cosa contiene il cioccolato?

Il cioccolato fondente è preparato principalmente con: pasta di cacao, burro di cacao, zucchero, e spesso viene aggiunta una piccola percentuale di vaniglia per non rendere troppo "stopposo" il gusto dell'amaro; a questa composizione poi, vengono aggiunti altri ingredienti per creare un nuovo tipo di cioccolato. Ne esistono un infinità di gusti: al latte, il classico cioccolato bianco, il gianduja, alle nocciole, al caffé e chi più ne ha più ne metta! 

Oltre a ciò, non possiamo non ricordare che il cioccolato al suo interno contiene: la teobromina, della classe della metilxantine a cui appartengono anche la caffeina e la teofillina, che ha effetti stimolanti;  le epicatechine (flavonoidi) che hanno un elevato potere antiossidante, la feniletilammina in grado di diminuire il fenomeno della depressione e aumentare il desiderio sessuale. 


Beh, miei cari amici, spero ci sia tutto il necessario per colmare la vostra curiosità su questo straordinario alimento e spero non vi abbia annoiato questo lungo articolo! :) Ci tenevo a scrivere le cose fondamentali e quelle più curiose sul cioccolato, mio buon adorato, che non mi lascia mai sola nei momenti dello studio (per ricaricarmi) e nei momenti in cui sono giù di morale, ma anche in momenti di gioia e in giorni di festa, in cui accompagna non solo me, ma anche altri ingredienti per un dolce, definendo quest'ultimo indimenticabile. 


                                                                Nelly