martedì 18 ottobre 2011

La Storia Della Pizza

Una parola soltanto.. mille pensieri, mille idee, mille ricordi, e un profumo e un gusto inconfondibili che solo noi italiani possiamo vantare: PIZZA.


 Il termine “pizza” :
Le prime attestazioni scritte della parola "piazza" risalgono al latino volgare; precisamente, nel XVI secolo a Napoli ad un pane schiacciato venne dato il nome di pizza che deriva dalla storpiatura della parola "Pitta", ovvero dal greco “Pita” che stava a indicare il pane in generale.

Le origini:
Il pane è uno dei cibi preparati più antichi e le sue origini risalgono almeno al Neolitico. Nel corso della storia, sono stati aggiunti diversi ingredienti al pane, per conferirgli particolari sapori.
Migliaia di anni fa l'uomo diventò agricoltore e raccolse i chicchi di grano; quando ne aveva bisogno pestava questi chicchi e se ne nutriva. Scoprì anche che poteva impastare quel grano macinato il più finemente possibile con acqua, e arrostire quell'impasto, a forma di disco su pietre roventi. I primi che fecero questo aprirono la strada alla conquista del pane, delle schiacciate, delle pizze, e in seguito delle lasagne e degli spaghetti.

La novità del forno :
Quello che possiamo dire e' che pane, pizza, focacce e chi più ne ha più ne metta, sono insieme, all'origine nella stessa radice della nostra civiltà. Quelle schiacciate di pasta arrostite sulle pietre furono cotte, man mano anche in modo più comodo. Il grande passo successivo fu quando venne scoperto il principio della lievitazione, e fu inventato il primo forno. Questo avvenne circa seimila anni fa: in Egitto. In tutta la zona del vicino Oriente, dal Nilo all'Eufrate, la storia aveva camminato più in fretta che nelle terre circostanti.

La religiosità nell'impasto :
C'era stato chi aveva notato che l'impasto, per quello che genericamente era chiamato il pane, veniva a volte invaso da forze misteriose le quali lo facevano gonfiare e poi guastare. Alcuni consideravano impura quella pasta e la buttavano via, alcuni, invece pensarono di strumentalizzare il fenomeno: tutto era condizionato dalle concezioni religiose. Gli ebrei, per esempio, erano tra i più rigidi e rifiutavano sempre il pane lievitato e nei loro riti non era ammesso (ancora oggi, nella Messa cattolica, si usa l'ostia non lievitata come pane ). Gli egizi impararono, dunque, a utilizzare quella pasta, a cuocerla e a conservarne qualche pezzetto per trasmettere ad altra pasta la stessa forza di "crescita ". Gli egiziani inventarono il forno, di questo abbiamo informazione certa, che era a forma di cono. Solo in un secondo tempo venne l'idea di dividere in due il forno per mettere sotto il fuoco e sopra, per cuocere, le schiacciate di pasta e acqua lievitate.

Una rotonda prelibatezza:
La forma attuale della pizza risale all'inizio del XIX secolo, momento in cui il pomodoro divenne il protagonista di questo piatto, anche se molti altri tipi di farcitura vennero sperimentati a partire dalla fine del Settecento. A Napoli, le pizze erano preparate e vendute per la strada da pizzaioli ambulanti. I primi forni erano costruiti in mattoni, poi in pietra vulcanica, gli unici materiali che consentivano di raggiungere temperature indispensabili alla buona riuscita della pizza.

Nell' 800 comincia ad affermarsi l'abitudine di gustare la pizza anche presso questi forni oltre che per strada o in casa, segno del crescente favore che incontrava questa vivanda entrata ormai a pieno titolo nell'alimentazione del popolo napoletano: nasce la pizzeria nella forma che noi conosciamo e vanno definendosi anche le caratteristiche per così dire "fisiche" e "ambientali" della pizzeria quale noi la conosciamo.

Una morbida Margherita :
Nell'estate del 1889, il re Umberto I con la regina Margherita la trascorsero a Napoli, nella reggia di Capodimonte, come voleva una certa regola della monarchia, per fare atto di presenza nell'antico regno delle due Sicilie. La regina era incuriosita dalla pizza che non aveva mai mangiato e di cui forse aveva sentito parlare da qualche scrittore o artista ammesso a corte. Siccome la regina non poteva andare in pizzeria, la pizzeria andò da lei; utilizzando i forni delle cucine reali, gli furono preparate le pizze, una con sugna, che é una sorta di strutto, formaggio e basilico; una con aglio, olio e pomodoro, sia di una terza con mozzarella, pomodoro e basilico, cioè con i colori della bandiera italiana, che entusiasmò in particolare la regina Margherita.
Fu questa l'occasione per cui si chiamò questa pizza alla Margherita.
In seguito la storia si riseppe anche fuori Napoli, e la pizza alla Margherita si diffuse, furoreggiò un po' dovunque.

Questa é storia vera: solo che la pizza alla margherita o pizza margherita, come si incominciò a chiamarla, passava per una novità, una invenzione vera e propria, mentre si sa che esisteva già prima.



Con questa breve storiella sulla nostra buon amata pizza vorrei concludere con un pensiero, sicuramente concordato da tanti:

Non c'è niente di meglio che condividere la pizza con gli amici!”
Ed è proprio così! Da anni, il sabato sera o la domenica io, Gabriele e i nostri amici, ci ritroviamo per trascorrere la serata insieme davanti ad una pizza e se questo non accade, io e Gabry non rinunciamo mai comunque ad una cena, una volta alla settimana, davanti a una gustosa e colante pizza! :)
 

                                                                                       Nelly

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