martedì 18 agosto 2015

LA FINE DEL VIAGGIO | Lettera a te e a tutti voi. Più una scorpacciata di baci di dama.

Ecco ci siamo (inizio sempre così un addio) sono arrivata alla fine di un viaggio, di un'avventura, di un progetto che volevo rinnovare e che invece mi trovo a concludere e a tirare una riga in mezzo. Fine.

Ho sempre avuto tante idee, obiettivi, molti sogni nella mia vita, ma mi sono sempre resa conto di avere un difetto: non ho mai portato a termine un qualcosa, ho quasi spesso rotto le cose nella speranza di salvare i mille pezzi ed incollarli. "Un qualcosa di rotto, difficilmente si mette a posto" ma io continuavo a credere a queste favole.
Ecco le favole... Quelle che mi sono sentita raccontare e quelle che io stessa - forse - ho dovuto raccontare. Questo blog è stato un modo per aprire una parte di me, ma non tutta, ed è stata un'arma a doppio taglio. Volevo condividere con le persone la mia passione per la cucina, per le belle parole, per le fotografie scattate con cura, volevo far conoscere la persona che ero al di là di una malattia legata al cibo. In realtà, la prima persona che mi aveva sotto sotto incoraggiata indirettamente a scrivere un blog di cucina (e non di moda o make up)  era quella persona che tanto soffriva del mio disturbo alimentare e che spesso e volentieri rinfacciava che la mia non era una passione: la mia era un'ossessione. Queste parole le prendevo sempre male, in modo negativo, ma a distanza di tempo - molto tempo - ho capito che non per forza la parola ossessione doveva essere un qualcosa di errato, ho provato a prenderla con le pinze, ho cercato di andare oltre a quelle parole taglienti, a quei pianti dirotti, a quel sogno che mi vedeva all'interno di un'Accademia di cucina. Assurdo. Non ho mai voluto indossare la divisa di uno chef: ho provato quest'ebrezza, e spero di poter dimenticare al più presto la mia esperienza in cucina. Tanto millantiamo Cracco, Oldani, Marchesi e sbaviamo alla vista del rozzo Rubio o del biondino Rugiadi: lavorare in cucina è peggio di quello che ci mostrano alle puntate serali di Hell's Kitchen. E gli chef non sono tutti salutari come Mr Gordon Ramsey la domenica mattina nel parco, spesso sono persone che hanno purtroppo sepolto la passione per la cucina con una buona dose di Rhum o delle spezie aromatiche che non hanno nulla a che vedere con il rosmarino e la salvia. E poi non puntiamo il dito contro Nigella Lawson che "sniffa farina" sul bancone di marmo della sua cucina, almeno lei aveva ammesso di essere depressa.
Ho conosciuto un mondo diverso da quello che sfogliavo ogni volta che mi trovavo all'ultimo piano della Mondadori in Piazza Duomo, ho visto un ambiente diverso da quello che Le Cordon Bleu de Paris mi aveva regalato anche solo per un giorno. E lì dentro ho trovato una me stessa che non amava più quel profumo di dolce alla vaniglia.
Sono arrivata ad un punto di non ritorno: per un momento mi sono sentita come Julia Roberts nel ruolo della scrittrice Liz Gilbert in "Mangia Prega Ama" nella scena in cui lei - in un angolo del bagno di casa sua -pregava Dio di aiutarla a ritrovare sé stessa, ma le mie erano solo lacrime, niente preghiere. E gelato, per continuare a rispecchiarmi nella grandiosa Liz.

Non rimpiango nulla, le mie ricette sono state create con amore per la persona che amavo, consapevole che a lui i dolci non piacevano nemmeno un po', e per le persone che amo e che continuano a sbavare dietro uno schermo alla vista di quegli scatti preparati con cura. Ora che ho deciso di chiudere i battenti, le uniche cose che amo cucinare sono quelle che preparo insieme a quella persona che non può fare a meno dei miei baci di dama e del mio dolce burroso al cioccolato fondente. Ho sempre voluto fare colpo sulle persone con le mie ricette che mi ero totalmente dimenticata di quanto fosse bello vivere il momento in cui si cucina insieme al proprio compagno sorseggiando del buon vino rosso.

Ma... Sono stata un'ipocrita e una stupida. Cercare di far funzionare qualcosa di rotto è come chiedere a un muffin senza zucchero e senza burro di essere buono. E cercare di nascondersi dietro ad un computer facendo credere e soprattutto con l'intento di autoconvincersi che tutto vada bene.
Un anno fa... è stato precisamente un anno fa. Ho perso un paio di chili nel giro di pochi giorni, mi nutrivo solamente di caffè e le mie amiche mi rimboccavano le coperte invece di bere cocktail o mangiare il super gelato della Cry sedute sul divano mentre guardavamo per l'ennesima volta "La verità è che non gli piaci abbastanza". Non potevate farmelo vedere prima questo film, dannazione!

Ricordo ancora le parole di un pasticcere, mentre mi pose un bacio di dama appena preparato: "il primo bacio di dama è come il primo amore, non si scorda mai". Io guardai quel bacio di dama e ricordai quel freddo fine novembre in cui sedevo su una panchina di legno e mi sporcai di cioccolato mentre assaggiavo la piadina che avevi diviso con me. Era il mio primo appuntamento, avevo diciasette anni e avevo fatto colpo sporcandomi di cioccolato  i guanti e il giubbotto beige. E poi... Ricordai il mio primo bacio di dama, il giorno in cui nacque il blog, preparato con cura mentre ripetevo ad alta voce la lezione di storia moderna. Ricordo di averli sfornati e intorno a me la mia famiglia gustava quei dolcetti alla nocciola. Impacchettai un bacio di dama e corsi sotto casa sua "Ho una cosa da darti" gli dissi felice. Sapevo che odiava i dolci, ma lui per la prima volta mi disse "Grazie!" come alla fine del nostro primo appuntamento quell'inverno 2007.
Vorrei concludere questo lungo pensiero rivelando delle cose che non ti ho mai detto.
Non ho mai voluto essere vegana, mi piaceva solo l'idea, non mi sono mai piaciute le canzoni di Van De Sfroos ( questo già lo sapevi) ma non sai che a causa tua i Whitesnake sono un ricordo lontano (che strazio!). E ho sempre odiato quella tua camicia a quadri. Sì quella rossa. E so che tua madre è più brava di me a cucinare, per questo un giorno vorrei essere brava come lei a fare i pizzoccheri. 

Grazie a tutti voi, che mi avete letto e avete segnato - e sognato - le mie ricette preparate con amore e passione. Oggi mi ritrovo qui, a chiudere questo capitolo pronta per aprirne un altro, e questa volta cercherò di non rompere qualcosa, lo giuro. Sostenuta ed incoraggiata, ho deciso di lasciare alle spalle una parte di me per dare spazio ad un nuovo capitolo. Se qualcuno mi chiedesse "Cosa vuoi fare da grande?" ora so cosa rispondere: in realtà l'ho sempre saputo.
E vi prego, continuate a mangiare baci di dama, perché quando io lo farò penserò a tutti voi.

                                                                                                                      Noemi 


martedì 11 agosto 2015

A TAVOLA CON RUGGERI | Dolce: baci di dama al caffè con cioccolata fredda aromatizzata alla nocciola


A TAVOLA CON RUGGERI 

4.DOLCE: BACI DI DAMA AL CAFFÈ CON CIOCCOLATA FREDDA AROMATIZZATA ALLA NOCCIOLA (farina di arifa)
€1,70 a persona
Per circa una ventina di baci
Ingredienti:
Per l’impasto:
200  gr di farina di arifa
50 gr di nocciole tostate in forno per dieci minuti e tritate finemente
120 gr di burro morbido
2 tuorli d’uovo
100 gr di zucchero di canna
Mezza tazzina di caffè espresso

Per la farcitura:
cioccolato fondente al 70 % di cacao

Per la cioccolata fondente fredda:
250 gr di panna fresca
200 gr di cioccolato fondente
Due cucchiaini di aroma di nocciole

Procedimento:
1.       In una terrina mescolate lo zucchero con il burro, poi aggiungete i tuorli. Il burro dev’essere assorbito dagli altri due ingredienti.
Dopo aver tritato le nocciole, aggiungetele alla farina e versatela a pioggia al composto di burro. Aggiungete quindi, il caffè. Impastate a mano l’impasto e avvolgetelo poi in un foglio di carta da forno. Ponetelo in frigo per circa un’ora. Scaldate il forno a 180°C e rivestite con della carta da forno una teglia. Riprendete l’impasto e formate delle palline uguali (di circa 7 gr di peso). 
Adagiatele sulla teglia ed infornate per circa 10-12 minuti. Il forno non dev’essere ventilato.


2.       Lasciate raffreddare per mezz’ora i biscotti. Nel frattempo preparate la cioccolata fredda: scaldate 250 ml di panna fresca e  tritate 200 gr di cioccolato fondente. Quando la panna inizia a bollire spegnete la fiamma e aggiungete il cioccolato tritato. Mescolate bene fino a che quest’ultimo si scioglie. Per ultimo versate due cucchiaini di aroma di nocciole (o se preferite un tocco più forte, un cucchiaio di liquore alla nocciola). Versate la cioccolata nei bicchierini di vetro e fate raffreddare in frigo fino al momento di servire.


3.       Preparate la farcitura dei baci di dama. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente, prendete una sa à poche, farcite il centro un biscottino (senza eccedere con il ripieno) e adagiatene sopra un altro. Procedete così con tutti gli altri e lasciate raffreddare in frigo.



4.       Servite i vostri deliziosi baci di dama al caffè con la cioccolata calda alla nocciola. 



A TAVOLA CON RUGGERI | Secondo: polpettine di ceci e mais con contorno di pomodori al basilico


A TAVOLA CON RUGGERI 


1.       SECONDO: POLPETTINE DI CECI E MAIS CON CONTORNO DI POMODORI AL BASILICO
Costo a porzione €1.40
Ingredienti:
800 gr di ceci già cotti (utilizzate due scatole di latta)  
200 gr di farina di mais + un po’ per l’impanatura
Sale e pepe q.b.
2 uova intere  
Olio extravergine di oliva
4 pomodori grandi + qualche foglia di basilico fresco  
Procedimento:

1.       Sgocciolate bene i ceci e frullateli grossolanamente. Aggiungete le due uova intere e mescolate nel mixer. Versate il composto in una ciotola grande e aggiungete la farina di mais, il sale e il pepe.


2.       Formate le polpettine, passatele nella farina di mais e nel frattempo scaldate l’olio extravergine in una padella antiaderente: le polpette non devono friggere, quindi non abbondate con l’olio. Lavate e asciugate i pomodori, tagliateli a cubettini, conditeli con olio, sale e basilico e metteteli in una ciotola per servirli.

3.       Cuocete per 5-6 minuti le polpette, asciugatele con carta assorbente e mettetele in un cestello o una terrina a vostro piacere.


4.       Servite le polpettine con i pomodori.


A TAVOLA CON RUGGERI | Primo: tagliatelle di grano saraceno con caponata di verdure al basilico




 A TAVOLA CON RUGGERI 

1.       PRIMO: TAGLIATELLE DI GRANO SARACENO CON CAPONATA DI VERDURE AL BASILICO €1.20 circa a porzione
Ingredienti:
Per la pasta:
300 gr farina di grano saraceno
2 uova intere
un pizzico di sale
acqua
Per la  caponata:
2 zucchine
1 melanzana
3 carote
½ cipolla
2 pomodori
olio extravergine di oliva
sale e pepe
qualche fogliolina di basilico fresco

Procedimento:


1.       Su una spianatoia di legno versate la farina mescolata precedentemente con il sale e formate una fontana: all’interno rompete le uova e aggiungete piano piano dell’acqua. Impastate con le mani (se l’impasto risulta appiccicoso aggiungete della farina di grano saraceno, mentre se risulta troppo secco aggiungete qualche cucchiaio di acqua. Formate una palla con l’impasto, avvolgetelo in un foglio di carta da forno e fatelo riposare mezz’ora in frigo. Poi, stendete l’impasto di circa 1 mm e con l’aiuto di un coltello formate le tagliatelle. Cuocetele in acqua calda e salata per circa 5 minuti.


2.       Preparate la caponata: in una padella scottate la mezza cipolla (tritata) con dell’olio di oliva, poi aggiungete le carote tritate grossolanamente, le melanzane e le zucchine tagliate a cubetti e infine i pomodori tagliati a pezzetti. Salate e pepate, aggiungete poi delle foglioline di basilico.

3.       Scolate la pasta e versatela nella padella della caponata, aggiungete ancora qualche foglia di basilico e servite. 


A TAVOLA CON RUGGERI | Antipasto: Cestini di frolla di mais e grana con mousse ai piselli e zucchine



A TAVOLA CON RUGGERI 

1.       ANTIPASTO: CESTINI DI FROLLA DI MAIS E GRANA CON MOUSSE AI PISELLI E ZUCCHINE
Ingredienti: per 12 cestini € 1.30 a persona
Per la base:
200 gr di farina di mais
50 gr di Grana grattugiato
130 gr di burro freddo
2 uova intere  bio 
un pizzico di sale
un pizzico di pepe
per il ripieno:
piselli, già cotti
sale e pepe q.b.
1 zucchina grande
Olio extravergine di oliva
Per la decorazione:
12 foglioline di basilico
12 scaglie di Grana
1 o due fette di zucchine 

Procedimento:


1.       Su una spianatoia di legno  versate la farina mescolata precedentemente con il grana grattugiato e formate una fontana. Formate un buco al centro e versate le uova, il sale e pepe e il burro tagliato a cubettini. Impastate delicatamente e poi in modo più energico, fino a formare un impasto omogeneo (non deve risultare né appiccicoso né sbriciolato). Avvolgetelo in una carta da forno e fatelo riposare in frigo per 30 minuti. Riprendete l’impasto dal frigo e stendetelo di circa 4- cm. Con l’aiuto di un coppa pasta rotondo (più grande degli stampini per i cestini – utilizzate quelli delle tartellette) ricavate 12 cerchi uguali. Imburrate gli stampini per i cestini, adagiate e sistemate bene i cerchi della frolla. Accendete il forno a 180°C e cuocete per circa 10-12 minuti. Lasciateli poi raffreddare.


2.       Togliete i cestini dagli stampi e preparate la mousse ai piselli: dopo aver  cotto i piselli (usate anche quelli surgelati) in acqua calda, sgocciolati e raffreddati, frullateli in un mix, lasciandone qualcuno da parte. Il segreto è quello della semplicità, non c’è bisogno di aggiungere nulla alla crema se non un pizzico di sale e uno di pepe se lo desiderate. Preparate le zucchine in padella: affettate a rondelle la zucchina, fate scaldare dell’olio extravergine in una padella antiaderente e cuocete con qualche foglia di basilico. Salate e pepate, poi fate raffreddare, vi serviranno per la decorazione.


3.       Con l’aiuto di una sac à poche farcite i cestini di mais con la mousse e decorate con fette di zucchine, piselli e qualche scaglia di grana.